Il premio è una misura del rischio, non una sanzione
Il bonus malus viene percepito come un meccanismo punitivo, ma la sua funzione è diversa: serve a far pagare a ciascuno un prezzo proporzionato al rischio che porta al gruppo. Senza un meccanismo di questo tipo, il costo dei sinistri verrebbe distribuito uniformemente e chi non causa incidenti pagherebbe per chi li causa.
È una distinzione che vale la pena tenere presente, perché spiega tutte le regole che seguono: ogni criterio del sistema esiste per far corrispondere il premio all'esperienza osservata su quel conducente, non per sanzionare un comportamento.
Come funziona la classe universale
Per rendere confrontabili le posizioni fra compagnie diverse esiste una scala unica, la classe di merito universale, articolata su diciotto livelli dove il primo è il più favorevole. La regola evolutiva è semplice:
- chi si assicura per la prima volta entra in una classe intermedia predefinita;
- ogni annualità conclusa senza sinistri con responsabilità principale fa scendere di una classe;
- un sinistro con responsabilità principale fa risalire di due classi;
- più sinistri nella stessa annualità producono peggioramenti cumulativi.
Il dettaglio che sorprende molti è l'asimmetria: si sale di due e si scende di uno. Non è una scelta arbitraria — riflette il fatto che un sinistro è un'informazione molto più forte, sul rischio di quel conducente, di un anno trascorso senza eventi.
Accanto alla classe universale ogni impresa applica poi le proprie classi interne, che tengono conto di altri fattori: è il motivo per cui a parità di classe universale i preventivi restano diversi fra loro.
La responsabilità paritaria e la soglia del cumulo
Non tutti i sinistri con un concorso di responsabilità producono un peggioramento immediato. Quando la responsabilità è ripartita fra i conducenti, il peggioramento della classe scatta solo se la quota di responsabilità accumulata dall'assicurato, sommata nell'arco degli anni considerati, supera la metà del totale.
È una regola pensata per evitare che una serie di sinistri a responsabilità condivisa produca lo stesso effetto di una serie di sinistri interamente addebitabili. La conseguenza pratica è che l'attribuzione corretta delle responsabilità in fase di accertamento ha un effetto che va oltre la singola liquidazione: incide sul premio degli anni successivi, ed è una delle ragioni per cui l'attribuzione delle responsabilità va documentata con precisione già in sede di constatazione amichevole.
L'attestato di rischio e i cinque anni di storico
L'attestato di rischio è il documento che porta con sé la storia assicurativa del veicolo: classe di provenienza, classe di assegnazione e sinistri degli ultimi cinque anni, distinti fra responsabilità principale e paritaria.
Da anni è interamente dematerializzato: la compagnia lo mette a disposizione in via telematica e le imprese lo consultano direttamente in banca dati, senza che l'assicurato debba consegnarlo. Questo elimina l'errore più comune del passato — l'attestato smarrito al momento del cambio compagnia — ma rende anche impossibile presentarsi con una storia assicurativa diversa da quella reale. Il che, di nuovo, è nell'interesse di chi quella storia ce l'ha buona.
Quando il premio non peggiora
Ci sono diverse situazioni in cui un sinistro non si traduce in un malus:
- Sinistro senza responsabilità — se l'assicurato è totalmente non responsabile, la classe non peggiora.
- Rimborso del danno alla compagnia — la facoltà di rimborsare l'importo liquidato per evitare l'effetto sulla classe è prevista; incide sulle pratiche di piccolo importo, dove il costo del sinistro è inferiore al maggior premio dei cinque anni successivi.
- Garanzie diverse dalla RC — furto, incendio, eventi naturali e cristalli non incidono sulla classe di merito, che riguarda la sola responsabilità civile.
- Sinistri sotto la soglia di responsabilità paritaria cumulata — come descritto sopra.
Che cosa può fare la compagnia perché il meccanismo sia accettato
La maggior parte delle contestazioni sul malus non riguarda l'importo: riguarda il fatto che l'assicurato non capisce perché è stato applicato. Tre accorgimenti riducono molto il fenomeno.
Comunicare l'attribuzione di responsabilità con la sua motivazione, non solo l'esito. È il punto in cui il contenuto dell'accertamento diventa comprensibile anche a chi non l'ha svolto.
Indicare l'importo liquidato in modo tempestivo, così che la facoltà di rimborso sia una scelta reale e non teorica.
Sostenere l'attribuzione con un elaborato solido, che è poi la ragione per cui la verifica di compatibilità e l'audit sulle pratiche non sono attività di retrovia: sono ciò che rende difendibile la decisione quando l'assicurato chiede conto dell'aumento.
Un sistema che si spiega viene contestato meno. E un premio che si spiega viene percepito per quello che è: il prezzo di un rischio, aggiornato con le informazioni disponibili.
Domande frequenti
Quanto dura l'effetto di un sinistro sul premio?
L'attestato di rischio riporta i sinistri degli ultimi cinque anni: è l'arco temporale entro il quale l'evento resta visibile e può incidere sulla valutazione, anche cambiando compagnia.
Il rimborso del danno evita il malus?
È una facoltà prevista: l'importo liquidato viene comunicato e può essere rimborsato. Il calcolo di convenienza resta all'assicurato e dipende dal rapporto fra importo del sinistro e maggior premio degli anni successivi.
Cambiando compagnia si riparte da capo?
No. La classe di merito universale e lo storico dei sinistri seguono la posizione assicurativa e sono consultabili telematicamente dalla nuova impresa.
Un sinistro con la garanzia furto o grandine peggiora la classe?
No. La classe di merito riguarda la sola responsabilità civile: le garanzie accessorie hanno una logica di tariffazione separata.
