Che cosa intendiamo per gestione da remoto
Una perizia gestita da remoto non è una perizia semplificata: è una perizia in cui il rilievo del danno avviene su documentazione fotografica certificata invece che con un sopralluogo fisico. Il perito riceve l'incarico, esamina le immagini acquisite secondo un protocollo definito e contatta direttamente il danneggiato o il riparatore per definire la stima.
La differenza rispetto al canale tradizionale non sta nel livello di verifica, ma nel modo in cui si raccolgono le evidenze. Quando la documentazione è completa e coerente, l'esito è lo stesso di un accertamento sul posto, con un ciclo di lavorazione molto più corto.
I casi in cui la scelta è quasi obbligata
La gestione da remoto dà il massimo vantaggio in tre situazioni ricorrenti:
- Danni circoscritti e ben visibili, tipicamente su carrozzeria, dove le immagini restituiscono l'intera estensione del danno.
- Veicoli già presso un riparatore convenzionato, che può produrre documentazione fotografica secondo protocollo senza spostamenti aggiuntivi.
- Sinistri in aree distanti dai centri peritali, dove il tempo di trasferta inciderebbe più della lavorazione stessa.
Quando invece serve il sopralluogo
Restano da gestire in forma tradizionale i casi in cui la fotografia non basta a stabilire l'entità o la compatibilità del danno:
- danni strutturali o sospetti interessamenti di telaio e sistemi di sicurezza;
- necessità di verificare la compatibilità fra danno riscontrato e dinamica dichiarata;
- veicoli non disponibili, non accessibili o già smontati;
- pratiche con indici di anomalia che richiedono un accertamento diretto.
In questi casi l'incarico viene affidato per competenza territoriale al collaboratore più vicino, che redige l'elaborato in forma tradizionale.
Il punto di decisione va messo all'inizio
L'errore più costoso non è scegliere il canale sbagliato: è sceglierlo tardi. Se la valutazione di fattibilità arriva dopo giorni dall'affidamento, il tempo guadagnato dalla gestione da remoto viene già consumato.
Per questo il primo contatto con il danneggiato avviene entro le 24 ore dall'incarico: serve a recuperare subito la documentazione utile e a capire, su quella base, se la stima è gestibile da remoto. La decisione è quindi un passaggio esplicito del processo, non una conseguenza di come è andata la pratica.
I due canali non sono alternativi
Una rete efficiente non sceglie fra remoto e tradizionale: li tiene entrambi attivi e sposta le pratiche dall'uno all'altro quando le condizioni cambiano. Se durante la lavorazione da remoto emergono elementi che richiedono un accertamento diretto, la pratica passa al perito sul territorio senza ricominciare da capo, perché la documentazione già raccolta resta agli atti.
È questa continuità, più della singola scelta di canale, a determinare il tempo medio di definizione.
Che cosa cambia per la compagnia
Dal lato della mandante il vantaggio non è solo il costo della singola perizia. Una quota alta di pratiche definite da remoto riduce il tempo di esposizione della riserva, abbassa il numero di solleciti in entrata e libera la rete territoriale per i casi che richiedono davvero un accertamento diretto.
Perché funzioni servono due condizioni: un protocollo fotografico che il danneggiato riesca davvero ad applicare, e una regola di smistamento uniforme, così che pratiche simili seguano lo stesso percorso indipendentemente da chi le prende in carico. Sono gli stessi presupposti che descriviamo parlando delle quattro fasi di una gestione sinistri tracciabile.
Il canale da remoto non riduce inoltre il livello di controllo: la verifica di compatibilità fra danno e dinamica resta parte dell'accertamento e, anzi, si appoggia proprio sulla documentazione fotografica raccolta secondo protocollo.
Domande frequenti
La perizia da remoto ha lo stesso valore di quella tradizionale?
Sì. L'elaborato peritale ha la stessa struttura e lo stesso valore: cambia la modalità di rilievo del danno, che avviene su documentazione fotografica certificata anziché con sopralluogo.
Chi produce la documentazione fotografica?
Il danneggiato o il riparatore, seguendo un protocollo che indica inquadrature, dettagli e riferimenti necessari a rendere le immagini utilizzabili in sede peritale.
Cosa succede se le foto non sono sufficienti?
La pratica viene riclassificata e affidata al perito competente per territorio, che completa l'accertamento in forma tradizionale utilizzando anche il materiale già raccolto.
La gestione da remoto abbassa il livello di controllo antifrode?
No. Gli indici di anomalia e la verifica di compatibilità fra danno e dinamica si applicano anche alle pratiche gestite da remoto; quando la documentazione non consente di sciogliere un dubbio, la pratica viene riclassificata e affidata al perito sul territorio.
